Chi di voi non si è mai chiesto se mangiare frutta dopo i pasti fa bene o è meglio evitarla? La risposta, come spesso accade in nutrizione, è: dipende. In generale, mangiare frutta dopo i pasti non è dannoso per chi è in buona salute, anzi, può offrire diversi vantaggi: aiuta ad aumentare l’apporto di fibre, vitamine (ad esempio: un frutto ricco di vitamina C migliora l’assorbimento del ferro contenuto nel pasto), e può rappresentare un’alternativa sana al dolce.
Tuttavia, ci sono condizioni in cui è meglio fare attenzione. Chi soffre di gonfiore addominale, sindrome dell’intestino irritabile, diabete di tipo 2, reflusso o gastrite dovrebbe valutare attentamente quale frutta consumare e in quale momento. Ad esempio, alcuni frutti ricchi di FODMAPs (come mele, pere, anguria, prugne) possono peggiorare i sintomi intestinali. In caso di diabete, invece, la frutta va bilanciata con il resto del pasto per evitare picchi glicemici.
Il momento “ideale” per mangiare frutta quindi non esiste per tutti, ma consumarla prima del pasto può aumentare il senso di sazietà e ridurre l’apporto calorico. Al contrario, nei diabetici, è preferibile abbinarla ad altri alimenti (es. frutta secca) per evitare sbalzi glicemici.
Anche bambini e neonati sani possono consumare frutta dopo i pasti. È un’abitudine utile per aumentare il consumo di alimenti sani fin da piccoli. Infine, il consiglio generale è: preferire frutta fresca e intera, evitando succhi e spremute, e ascoltare il proprio corpo — o, in caso di dubbi, rivolgersi a un professionista.


